27 Luglio – Domenico Quirico: Succede ad Aleppo – Premio Tiziano Terzani.

4 Lug 2018 Programma

VENERDÌ 27 LUGLIO ORE 21,30

Domenico Quirico, Succede ad Aleppo Premio Tiziano Terzani.
Quirico sarà al centro della serata a piazza della Gogna in Castagneto Carducci, per le “Vie del giornalismo”. Con lui si parlerà di “Succede ad Aleppo”, l’intenso affresco sulla guerra civile in Siria a firma dell’inviato della Stampa, edito da Laterza. Il libro ha vinto la XIV edizione del Premio Letterario Internazionale Tiziano Terzani. «Un mondo occidentale distratto, inerte, per anni ha guardato senza vedere i morti e le macerie siriane – ha spiegato Angela Terzani nel corso della proclamazione – Domenico Quirico, cronista in quel paese, si è accorto invece che “l’alchimia delle sue parole” non riusciva più a trasmettere quel caos barbaro e impunito. Nelle pagine di “Succede ad Aleppo” mette da parte i termini enfatici, dirompenti, che nei racconti di guerra tradizionalmente sembrano voler competere con il rumore delle bombe e il colore del sangue.

Nonostante le lunghe esperienze nelle periferie disperate del mondo l’occhio dell’autore non conosce quella patina insidiosa, grigiastra, di chi ha già visto tutto e conosce già il peggio.

Nell’epoca in cui milioni di persone si accaniscono su una tastiera per commentare notizie sfacciatamente bugiarde o per inseguire esili promesse virtuali questo libro percorre un itinerario faticoso, inesplorato. Per i suoi inediti, teneri necrologi di guerra, per questa scrittura eretica di fronte alla carneficina siriana e alla indifferenza della opinione pubblica, la giuria affida a “Succede ad Aleppo” il premio Terzani 2018». E Domenico Quirico ha dichiarato: «Oggi scrivere – di Aleppo, di Siria, di guerre, di Migrazione di profughi – è un atto obbligatorio. Contro il silenzio: opaco, atroce, inumano. È la lezione di Tiziano Terzani. Sui giornali finché esisteranno, nei libri, con le immagini, le parole: guardare, ascoltare impregnarsi della violenza del mondo e scrivere. Scrivere per disfarsi dei pregiudizi, dell'illusione di aver già compreso tutto, della paura»

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